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L'Alta Corte vieta ai partiti di ricevere dati identificabili sull'affluenza nel giorno delle elezioni

Courtroom-sketch editorial illustration of a wooden gavel and sounding block; symbolic legal context, not a depiction of the reported hearing or a particular court.
AI courtroom sketch of a wooden gavel and sounding block; symbolic legal context, not a depiction of the reported hearing or a particular court. Adapted from the credited reference. Courtroom One Gavel - Flickr - Joe Gratz.jpg — Joe Gratz; CC0.

L'Alta Corte israeliana ha vietato all'unanimità ai rappresentanti di lista nei seggi di trasmettere ai partiti informazioni nominative sul fatto che i singoli elettori abbiano votato. La sentenza ha annullato l'autorizzazione concessa il 6 settembre dalla Commissione elettorale centrale in vista delle elezioni della Knesset del 27 ottobre. I giudici Yael Willner, Alex Stein e Khaled Kabub hanno stabilito che l'accesso ai registri dei seggi serve all'amministrazione e alla supervisione delle elezioni, non alla campagna elettorale, e che una prassi consolidata non costituiva un fondamento di legge. La decisione consente comunque ai partiti di contattare gli elettori in generale e di incoraggiare la partecipazione al voto, ma vieta il trasferimento in tempo reale dai seggi di dati identificabili su chi ha votato o non ha votato.

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