La Corte Suprema indiana afferma che l'assenza di una persona fisica non basta da sola ad annullare un procedimento contro una società

La Corte Suprema indiana ha stabilito che l'assenza di una persona fisica identificata o imputata non obbliga di per sé i tribunali ad annullare un procedimento penale contro una società. La sentenza del 7 settembre ha definito un quadro in tre fasi per l'attribuzione dell'intento criminale, che esamina i poteri all'interno della società, la delega con sufficiente discrezionalità e indipendenza e se una legge preveda una norma speciale. La corte ha affermato che l'intento della società deve esistere pienamente in almeno una persona e non può essere ricostruito sommando stati mentali parziali. Ha respinto il ricorso di Sanofi India in un caso di appalti del CBI e ha disposto che la sua cancelleria trasmetta la sentenza a ogni Alta Corte.