La commissione elettorale israeliana respinge la proroga nazionale dell'orario di voto
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La Commissione elettorale centrale di Israele ha respinto il 27 ottobre una richiesta di tenere aperti i seggi in tutto il Paese oltre la chiusura prevista alle 10 di sera per le elezioni della 26ª Knesset. A Hebron è stata applicata un'eccezione locale: dopo un'interruzione di corrente, il voto è stato prolungato fino alle 10 di sera. La commissione ha dichiarato che «nelle circostanze attuali, non vi è alcuna giustificazione per prolungare l'orario di voto». Ha richiamato l'alta partecipazione nei diversi settori della popolazione e affermato di non aver rilevato la necessità di una proroga generale. Gli elettori che raggiungono il proprio seggio prima della chiusura possono comunque votare, anche se devono attendere in coda. Il Likud ha presentato la richiesta di proroga tramite l'avvocato Ilan Bombach al presidente della commissione, il giudice Noam Sohlberg. Il partito ha citato segnalazioni di code insolitamente lunghe e affermato che la pioggia rendeva più difficile l'accesso ai seggi. Ha sostenuto che più tempo avrebbe potuto ridurre l'affollamento ed evitare che gli elettori perdessero la possibilità di esprimere il voto. In precedenza, il 27 ottobre, il direttore ad interim della commissione, Din Livne, aveva impartito istruzioni per accorciare le code preservando l'identificazione degli elettori e l'integrità del voto. Al personale è stato chiesto di iniziare a identificare l'elettore successivo mentre un altro si trovava dietro il paravento, trattare separatamente le ulteriori richieste individuali e continuare ad ammettere gli elettori durante la firma delle buste. Le istruzioni hanno inoltre ribadito che arrivare entro l'orario di chiusura previsto tutela il diritto di votare nonostante la coda.